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mercoledì, 08 aprile 2009
Un silenzio che non c'è

E' da qualche giorno che rifletto su quanto sta accadendo in questi giorni e mi sorprendo del non silenzio che non c'è. Soprattutto oggi che ho avuto modo di essere più "presente" in FaceBook mi pongo tante domande sul "perchè noi italiani siamo così bravi a fare polemiche anche in simili tragedie".
In primis il continuo tam tam dei telegiornali e delle interviste a persone che, forse, vorrebbere vivere il loro dramma senza tanto clamore, senza che appena piangano ci sia una telecamera ad osservarli, senza che venga invasa la loro privacy quando vanno a coricarsi in una tenda con altre persone che vivono il loro dramma... certo forse a qualcuno fa piacere nonostante tutto apparire in tv ma credo che la maggior parte vorrebbe essere lasciata nell'intimità del suo dramma... perchè, inoltre, penso che a breve il dramma passerà, le luci delle tv si spegneranno e verranno accese negli aniversari per ricordare quello che è successo mentre gli abruzzesi saranno li ogni giorno a vivere questo dramma e a rimboccarsi le mani per ricostruire quella che è la loro terra.
Detto questo mi guardo in torno e torno alle polemiche che stanno emergendo con video, testi, proposte e tutto quello che può essere considerata un'opinione ma che serve solo per fare "clamore" e non portare "serenità", per quel che è possibile, in questo momento. Mi meraviglio soprattutto dei ragazzi che non hanno vent'anni e che si ergono a paladini della giustizia e scrivono o pubblicano senza sapere come stanno realmente le cose. Faccio un esempio: un video preso da youtube dove si vuole ergere a eroe "lo scienziato" che aveva predetto il terremoto. Non entro nel merito perchè non credo sia il momento... mi piacerebbe solo che la gente pensasse e pensando facesse quel silenzio che riempirebbe gli spazi e farebbe riflettere realmente sull'uomo e sull'umanità.
Ho tante domande da farmi, da fare, da scrivere ma mi fermo qui... ho bisogno di Silenzio per svuotare questo momento e pensare solo a quelle persone che soffrono, cercare di stargli vicino con il pensiero, provare a pregare perchè torni la tranquillità e la serenità.

Postato da: marinz a 19:32 | link | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
silenzio

sabato, 03 gennaio 2009
Il Gusto del Silenzio

In questi giorni, che hanno preceduto la fine dell'anno, ho avuto modo di riscoprire il silenzio, il Gusto del Silenzio.
Perché il termine gusto? Perché il silenzio va assaporato, gustato, fatto scendere in noi. Deve pervadere i nostri sensi, la nostra anima e il nostro cuore. Potrebbe essere paragonato allora all'odore di un ottimo cibo, di un buon vino, di un profumo particolarmente bello, ma sarebbe una cosa effimera, che rimane nell'aria qualche istante e poi svanisce; invece il silenzio lascia un qualcosa che non svanisce, che piano piano permea il mio essere e si diffonde in esso riportando un equilibrio e una pace che nella frenesia della società moderna si sta perdendo.
Il Silenzio questo misterioso stato che ci porta a essere noi stessi, che ci distacca dal quotidiano, dove per isolarsi ci vogliono un paio di cuffie o casse, che fa emergere le nostre paure, le nostre inquietudini e ci porta a pensare, altra cosa difficile oggi, al nostro essere uomini.
Il Silenzi ci mette di fronte alle scelte, ci scombussola talmente tanto che vorremmo scappare ma sappiamo che se rimaniamo e lo affrontiamo ne usciremo sicuramente rafforzati, più noi, più veri e più vivi, sempre più in grado di staccarci dal quotidiano e riflettere le scelte da fare senza farsi trasportare dalla folla urlante.
Questo è il primo post dell'anno e vi auguro che possiate anche voi Gustare il Silenzio in qualche attimo, o per tutto quest'anno.

Postato da: marinz a 09:18 | link | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
silenzio, gusto