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Fra qualche giorno, un caro amico "padre" partià per il Brasile, esattamente Fortaleza, per un periodo di servizio nel centro professionale piamartino che c'è laggiù.
Voglio salutarlo con questo post in cui incollo le parole usate da me per un giornalino qualche giorno dopo la sua ordinazione sacerdotale, avvenuta nel 2006.
Nell'attesa di riincontrarci o in Italia o in Brasile, Francisco mi ha già detto che dobbiamo venirti a trovare, ti auguro che la missione affidatati sia portata avanti con il carisma che ti contraddistingue e con quel fervore spirituale che hai saputo trasmettere a chi ti ha incontrato.
Buon viaggio Gabry e a presto.
Questo l'articolo
“Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita.”
Inizio con questo versetto del salmo 15 per descrivere una due giorni che hanno visto l’ordinazione e la celebrazione della prima messa da parte di Gabriele, ora Padre Gabriele, che è stato “chierico” da noi per più di un anno.
Gabriele ha completato il suo ciclo di vita diventando sacerdote della famiglia piamartina sabato 3 giugno. La messa di ordinazione è stata molto sentita, vissuta e partecipata dalle comunità riunite da Brescia, Roma e Milano, luoghi in cui Gabriele ha svolto il suo servizio e la sua crescita spirituale.
Essendo la vigilia di pentecoste molto è stato incentrato sullo Spirito Santo e credo di non commettere errori dicendo che si è visto in pieno l’opera dello Spirito in Gabriele e su tutte le persone che hanno partecipato alla sua gioia di diventare “padre”. Spirito che si poteva “vedere” nei volti dei confratelli intenti a imporre le mani sulla sua testa e al momento della consacrazione dove la potenza e la grazia di Dio si univano per far diventare il pane e il vino il Corpo e il Sangue di Cristo. Quella consacrazione che lo stesso Gabriele avrebbe fatto per la prima volta il giorno dopo alla sua prima messa.
Alla fine della consacrazione è seguito un momento di “gioia” fraterna in cui si sono visti molto giovani unirsi per “congratularsi” con il “prete novello” cercando di dichiararlo “santo subito” ricordando così, secondo me, la figura giovanile di un Giovanni Paolo II che ha dedicato la sua vita per la Chiesa e per gli altri; chissà che il nostro nuovo sacerdote non posso un giorno esserlo, sicuramente ora è “santo del terzo millennio” perché è stato capace di prendere la sua croce e seguire in questo cammino Cristo.
Passo ora a raccontare invece quella che è stata la prima messa di cui prima avevo accennato. E’ stato un momento davvero bello in cui si poteva leggere negli occhi della gente la gioia di partecipare alla pienezza dell’eucaristia uniti a Gabriele. Personalmente mi sono sentito felice per tutto quello che mi circondava, per le parole dette e ascoltate, i gesti fatti e gli scambi di occhiate tra il “nuovo ministro” e il diacono, gli sguardi attenti e gioiosi dei giovani assiepati nelle prime panche per vivere la “Prima Messa”. Molto bello il senso dell’omelia sulle mani di un sacerdote. Mani che sanno accogliere, mani che sanno aiutare, mani che sanno difendere, mani che a volte possono anche ferire ma soprattutto mani che posso e “devono” benedire trasmettendo la grazia di Dio agli altri.
Che dire poi dei ringraziamenti molto sentiti e toccanti, quasi un pacchetto di fazzoletti usato da Gabriele per asciugarsi le lacrime di gioia con cui ringraziava tutte le persone e le comunità che gli sono stati accanto. Credo che non ci siano parole per esprimere questa gioia provata da lui e da noi presenti perché certi momenti o si vivono o non si riescono a raccontare.
Finisco qui dicendo che c’è un “padre” in più in mezzo a noi, pronto a vivere il carisma di Padre Piamarta e a portarlo agli altri.