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Ieri sera sono andato a teatro a vedere "La Nave Fantasma", che ha vinto il Premio Gasmann nel 2005 come miglior testo italiano.
Lo spettacolo è portato avanti da Renato Sarti e da Bebo Storti, che cambiandosi continuamente, impersonano diversi personaggi, alcuni reali in diverse scene che hanno come sfondo la tragedia di Natale del 1996 in cui, a seguito dell'affondamento della nave, morirono 283 migranti.
Sono rimasto favorevolmente colpito da come è stato pensato e come il susseguirsi di parti momenti grotteschi e comici e momenti tragici e di riflessione perchè si riesce a pensare a questa immane tragedia senza il peso di qualcosa di opprimenti ma che ti mette difronte a dei fatti e ti rendi conto di come, molte volte, la vita è ingiusta ed è il potere che decide le cose e i mezzi da impiegare.
Il finale, poi, in cui interagisce tutto il pubblico, lascia davvero nell'immaginazione quello che potrebbero essere stati gli ultimi momenti di vita di quei ragazzi che cercavano una via di fuga da quello che era un mondo pieno di ingiustizia, peccato che sono caduti nell'ingiustizia più grande che potesse esserci, il potere dei soldi ricavati sulla vita umana, che li ha portati alla morte, ed una morte atroce.
Partendo da questi fatti mi chiedo se ci domandiamo il reale motivo che spingono le persone a lasciare la casa per affidarsi a mani di estranei. Ormai la comunicazione mondiale esiste da tutte le parti e non credo che molti di quelli che partono non sappiano cosa li attende, ma il desiderio di riuscire o scappare in o da qualcosa è più forte del pericolo a cui vanno incontro.
Oltre questo lo spettacolo ricorda come anche noi siamo stati micranti verso le americhe e ancora noi siamo stati accolti, in alcuni casi, come indesiderati e quindi dovremmo davvero pensare a queste cose prima di giudicare o di dire la nostra idea. E' stato bello il parallelismo, nel gioco a quiz dello spettacolo, tra i fatti "moderni" e i fatti che riguardavano i nosti avi... siamo forse tanto diversi noi da quelli che vivono in una terra povera e oppressa?
Non credo che si debba aggiungere altro visto che continuamente si legge sui giornali delle vicessitudini che riguardano i poveri... perchè, è inutile nascoderlo, chi comanda al giorno d'oggi è il dio denaro e per conto suo si attuano le più crudeli battaglie e i crimini più ignobili senza che si possa fare molto... mi va il pensiero al Sudan martoriato da anni di guerra, oltre che il disarmante problema del Darfur, e al Congo che sta vivendo uno dei periodo più brutti della sua storia.