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Nell’ultima domenica estiva, da calendario, sono stato invitato ad una biciclettata, visto il bel sole raggiante e caldo che c’era, verso l’Adda percorrendo la pista ciclabile della Martesana, che è il naviglio del nord-est milanese che parte, appunto dal fiume Adda per giungere in zona Garibaldi quindi quasi nel centro di Milano.
La giornata, devo dire, si è proprio prestata per questa scampagnata. Sono state infatti molte le persone che come me erano in giro e quindi ho potuto incrociare giovani, anziani, bambini e genitori, chi correva, chi camminava e chi si allenava senza contare il fatto che a Gorgonzola c’era la Sagra del Gorgonzola che ha attirato tantissime persone, infatti per attraversare quel pezzo di ciclabile, abbiamo dovuto proseguire portando la bici a mano.
Questa, chiamiamola gita, l’avevo sempre fatta in primavera, tra maggio e giugno, quindi con una “colorazione” differente… una colorazione primaverile in cui i rami erano in fiore, il sole alto, che scaldava con i suoi potenti raggi, il profumo delle grigliate nelle case che accompagnano, con il loro affacciarsi delimitando la strada, il percorso.
Ora invece, con l’avvicinarsi dell’autunno, i colori sono meno intensi ma più corposi, aiutati anche dalle piogge di questo ultimo periodo, gli ultimi e tardivi frutti crescono sui rami, come le giuggiole rossastre che a grappoli scendono quasi sulla strada, c’è, poi qualche albero di cachi con i pomi verdi pronti per maturare appena l’autunno sarà inoltrato per diventare arancione e morbido con la sua polpa dolce ed è proprio l’arancione il colore dominante di questo periodo che mischiandosi al verde delle ultime foglie o del rossiccio delle prime foglie autunnali regala riflessi sull’acqua che scorre. Ci sono anche numerose ville, molte in ristrutturazione, altre in costruzione e altre che fanno bella mostra di se tra i rami un po’ più spogli e quindi si notano particolari che non avevo mai notato. A lato pista ci sono anche tante colture pronte per essere raccolte o campi già pronti per la nuova semina appena concimati è come se il ciclo della natura, dettato dalla lavorazione dell’uomo, non smetta mai di fermarsi se non nel periodo del letargo invernale dove un vecchio detto contadino diceva che il pane inizia a “matura” sotto la neve.
La giornata di ieri ci voleva proprio perché scoprire nuove cose ripercorrendo strade già vissute fa capire che non bisogna mai dare nulla di scontato e che se si vuole sognare basta poco: due ruote, una strada e un corso d’acqua.
Nella foto la ruota di Groppello termine della gita prima di tornare indietro
