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In questi giorni, che hanno preceduto la fine dell'anno, ho avuto modo di riscoprire il silenzio, il Gusto del Silenzio.
Perché il termine gusto? Perché il silenzio va assaporato, gustato, fatto scendere in noi. Deve pervadere i nostri sensi, la nostra anima e il nostro cuore. Potrebbe essere paragonato allora all'odore di un ottimo cibo, di un buon vino, di un profumo particolarmente bello, ma sarebbe una cosa effimera, che rimane nell'aria qualche istante e poi svanisce; invece il silenzio lascia un qualcosa che non svanisce, che piano piano permea il mio essere e si diffonde in esso riportando un equilibrio e una pace che nella frenesia della società moderna si sta perdendo.
Il Silenzio questo misterioso stato che ci porta a essere noi stessi, che ci distacca dal quotidiano, dove per isolarsi ci vogliono un paio di cuffie o casse, che fa emergere le nostre paure, le nostre inquietudini e ci porta a pensare, altra cosa difficile oggi, al nostro essere uomini.
Il Silenzi ci mette di fronte alle scelte, ci scombussola talmente tanto che vorremmo scappare ma sappiamo che se rimaniamo e lo affrontiamo ne usciremo sicuramente rafforzati, più noi, più veri e più vivi, sempre più in grado di staccarci dal quotidiano e riflettere le scelte da fare senza farsi trasportare dalla folla urlante.
Questo è il primo post dell'anno e vi auguro che possiate anche voi Gustare il Silenzio in qualche attimo, o per tutto quest'anno.