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lunedì, 26 ottobre 2009
Articolo sull'Etiopia

Questo è un articolo che ho scritto per un giornalino pubblicato ieri dato che era la giornata mondiali missionaria.

Quest'anno ho avuto la possibilità di tornare in Africa dopo l'esperienza in Sudan del 2003.
Questo desiderio partiva nell'inverno, appena trascorso, nella prospettiva di tornare già dove, io e Icio, eravamo stati ma, purtroppo, per problemi "politici", legati al Darfur, non è stato possibile e quindi c'è stato chiesto se volevamo andare in Etiopia. Abbiamo accolto ben volentieri questa richiesta senza porci troppe domande su cosa avremmo fatto di preciso rendendoci disponili a dare una mano secondo le necessità. Ebbene, a parte una piccola incursione nell'aula informatica dell'high school, dove ho fatto manutenzione e dato un paio di consigli, nel mio ramo ho fatto ben poco dato che mi sono improvvisato elettrico, meccanico, piegatore, assemblatore di sedie e panchine, a secondo di quello che c'era da fare.
Per prima cosa l'Etiopia è più democratica e quindi il contatto con le persone è stato più profondo e dandomi modo di capire meglio un mondo che è davvero lontano dal nostro, non solo nella mentalità o con la tranquillità con cui si fanno le cose, ma anche con la bellezza dei sorrisi che nascondono una realtà davvero difficile. La povertà è molto alta dovuta soprattutto alla mancanza di una infrastruttura che possa supportare un progressivo miglioramento della vita. Basta pensare che la corrente elettrica viene erogata a giorni alterni, almeno dove eravamo noi, mentre da altri parti arriva una volta alla settimana e nella capitale c'è il divieto di lavorare di notte per poterne sfruttare la presenza.
Oltre questo ci sono poche strade asfaltate e nessun trasporto su ferrovia, non ci sono risorse, quali petrolio e diamanti, che possono interessare investimenti esteri per poter far crescere economicamente il paese ma nonostante tutto, e la voglia delle persone di emigrare in occidente, l'Etiopia cerca di emergere da questa situazione puntando sul turismo, con la costruzione di tanti hotel, e la scolarizzazione incentivando le scuole a creare classi numerose e costruendo poli universitari, come quello in continua espansione a Dilla, paesone di 70 mila abitanti dove c'è il centro professionale salesiano, oltre la scuola primaria e secondaria, dove eravamo noi.
Di cose da dire, che si accavallano in testa e nel cuore, sono davvero tante ma la descriverle è davvero difficile perchè ho paura di non riuscire a trasmettere tutto quello che ho vissuto, ho provato e porto nel cuore, anzi che porterò sempre, dato che immergersi in una realtà differente dalla nostra, fuori dai nostri schemi mentali, ti segna profondamente anche se, tornati alla quotidianità, si riprende subito la frenesia di una vita occidentale che non ti porta a riflettere su quello che hai ma su quello che vorresti mentre in Etiopia, ma penso in tutta l'Africa, avendo il paragone con il Sudan, non si hanno che le cose essenziali, quando ci sono.
Potrei parlarvi, quindi, delle aspettative di questo paese in cui si stanno costruendo alberghi sperando di portare del turismo, come accennavo prima, oppure della sicurezza sul lavoro, che non so se piangere o ridere per quello che ho visto, oppure parlare della bellezza dei visi e della disponibilità donata, o del gioco dei bambini delle biglie (o bilie) "tocco e spanna" che giocavo nel cortile di casa con gli amici, oppure di come si gioca a calcio scalzi o di come prendendo un coperchio di plastica, un pezzo di fil di ferro e un bastone si faccia a gare a chi arriva più lontano. Potrei parlare delle richieste delle scarpe, della maglietta, di una latta di vernice vuota da rivendere per avere pochi birr, moneta locale, per comprare un ghiacciolo alla Fanta, alla Coca-cola o alla Sprite oppure del poco mangiare che hanno ma dove, per fortuna, cresce un falso banano (ensete) da cui si ricava una "farina" che permette di avere il qocho, una focaccia scusa e dal sapore aspro. Potrei parlarvi delle distese di teff per fare l'injera, il tipico pane etiope con cui si accompagnano i piatti tradizionali, dei saliscendi che si intervallano all'immenso altipiano. Potrei raccontarsi del desiderio della pioggia in questo periodo delle piogge in cui arriva il temporale ma lascia la terra argillosa asciutta. Potrei dirvi che vivono in un "tempo" tutto loro in cui sono nel 2002 dal nostro 12 settembre 2009 che il loro calendario è di 13 mesi, 12 di 30 giorni e uno per arrivare al capodanno, e che l'anno scorso è stato festeggiato come l'arrivo del nuovo millennio senza contare il fatto che usano le ore del giorno e della notte sullo stile aramaico quindi ci sono le 12 ore del giorno e della notte e che l'ora terza corrisponde alle nostre 15 o che il giorno inizia il primo minuto dopo lo scoccare della dodicesima ora della notte (faccio ancora fatica a calcolare il tempo).
Sono tante le cose che potrei raccontare e che ho accennato in questo articolo ma descrivere quello che ho nel cuore, che è un'immensa gioia di aver vissuto questa esperienza, quello che ho negli occhi, che sono i visi e i sorrisi delle persone incontrate, quello che ho sulla mani, che sono i segni della fatica ma, anche se si stanno rimarginando, rimarranno "vivi" per ricordarmi come è bello lavorare senza un secondo fine se non quello di aiutare un altro, dicevo descrivere è davvero difficile ma credo che si possa riassumere in un ricordo di un tema che ha accompagnato un oratorio estivo: è più bello dare che ricevere.
Chiudo ringraziando Dio che mi ha dato la possibilità di fare questa esperienza, ringraziando tutte le persone che ho incontrato, ringraziando le persone che ci hanno ospitato e ringrazio tutte le persone che mi hanno donato un sorriso che porterò sempre con me perchè un grazie e un sorriso sono doni gratuiti che possono cambiare una giornata, un mese, una vita o addirittura il mondo. 

Postato da: marinz a 07:17 | link | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
articolo, etiopia

venerdì, 28 agosto 2009
Ad una settimana dal rientro

E' passata, ormai, una settimana dalla mia partenza dell'Etiopia e i ricordo sono ancora vivi e forti e, credo, rimarranno così per molto tempo nonostante abbiamo ripreso a buon regime la routine quotidiana.

Quello che ho vissuto in quei 25 giorni è tutto da raccontare ma le cose essenziali da dire sono poche... in primis esiste un problema di infrastrutture, cioè, la quasi completa mancanza: non ci sono strade asfaltate se non per una lunga lingua che attraversa il paese da nord a sud; non c'è ferrovia, la corrente elettrica non è sufficiente per essere erogata quotidianamente a tutta l'Etiopia, infatti ci sono zone dove, in questo periodo, c'è una volta alla settimana. Inoltre, non essendoci materie prime "appetibili" agli stati occidentali, non c'è investimento da parte delle altre nazioni, se non i russi o i cinesi ma credo più per "comodità" di transito tra il mare e il Kenya o il Sudan. E per finire questo periodo, che dovrebbe essere delle piogge, non ha portato grandi acquazzoni al centro-sud facendo prevedere un anno di carestia dove la povertà è già davvero alle stelle.

Ma non è tutto negativo perchè la gente ha voglia di emergere, vuole venire fuori da questa situazione, anche se l'ambizione sarebbe quella di lasciare il paese per trasferirsi in posto più "belli" dove poter lavorare. Inoltre si incominciano a costruire hotel per cercare di portare del turismo: devo ammettere che la bellezza del paesaggio e la dolcezza delle montagne sarebbe una bella attrattiva per tutte quelle persone amanti della natura che voglio scoprire dei percorsi ancora vergini ma forse mancano ancora le cose basilari per poter "attirare" il turista in questa parte dell'Africa, anche se nel nord ci sono diverse siti da visitare, come Axum dove è stato riportato l'obelisco "romano" o le chiese di pietra di Lalibela.

Per ora mi fermo qui, ma presto scriverò ancora di questa stupenda esperienza, lasciandovi con un sorriso, il sorriso che non ha mai lasciato il mio viso contagiato dalle persone che ho incontrato sulla mia strada etiope :)

Postato da: marinz a 15:41 | link | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
viaggio, sorriso, etiopia

lunedì, 24 agosto 2009
di ritorno...

... da un'esperienza che mi ha lasciato tanto.

E' sempre difficile descrivere quello che si prova dopo aver vissuto delle esperienze che ti "segnano" il cuore e l'anima... sono stati 20 e passa giorni davvero intensi, pieni di lavoro, ma che mi hanno permesso di conoscere un popolo e una cultura davvero particolari, conoscere persone straordinarie e stringere amicizie forti.

Parlerò poi dell'Etiopia e di tutto quello che ne concerne ma questo avverrà più avanti... devo ancora metabolizzare, interiorizzare, assaporare e meditare su quello che ho vissuto... e anche trascrivere il diaro di bordo che ho tenuto di questi giorni... fatto ciò sarò pronto per condividere di più questa avventura

per ora mando un sorriso a tutti quelli che passano di qui :)

Postato da: marinz a 15:54 | link | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
viaggio, etiopia

lunedì, 25 maggio 2009
Punto della situazione

Week-end ad alto livello quello appena passato.
Vado per punti.

Punto 1: Echinopsis... la fioritura eccezionale è iniziata mercoledì con i primi boccioli che hanno incominciato a crescere. Sabato in giornata hanno raggiunto la grandezza massima e durante la serata, mentre andava in scena lo spettacolo, sono "esplosi" iniziando la fioritura che ha raggiunto l'apice domenica mattina, mentre la sera, per il gran caldo pomeridiano, erano già appassiti. Devo sistemare le foto, pubblicare e poi scrivere un post... coming soon nei prossimi giorni.

Punto 2: Teatro... come accennato nel punto precedente siamo finalmente andati in scena e il successo è stato ottenuto, non tanto per i complimenti di molti spettatori e gli applausi ricevuti, ma per il divertimento che c'è stato, sia la sera della prima che per la replica di ieri pomeriggio, tra noi attori, e, per me, è questo che conta perché se ti diverti, a fare una cosa, sicuramente trasmetti la passione anche agli spettatori, che  nonostante le imperfezioni non potranno che apprezzare il lavoro svolto.

Punto 3: Lucciole... non quelle che si incontrano per strada ma quelle che si vedono nei prati. Ebbene con questo caldo ieri sera, passeggiando per un parco, ne ho viste, meglio dire riviste, davvero tante che brillavano nell'oscurità. Questo mi ha fatto ricordare quando, tempo fa, molto tempo fa, tornavo a casa, nelle sere estive, per strade poco battute e poco illuminate di un argine del Po, e guardando in basso si vedevamo migliaia di punti luminosi in mezzo al grande bosco di pioppi , come un campo stellato, in continuo movimento, che rifletteva la grande volta celeste puntellata di stelle.

Punto 4: Etiopia... abbiamo ricevuto notizie da Dilla, paesino etiope, che ci ospiterà per le prime tre settimane di agosto. Fra poco ci metteremo in contatto con il referente e organizzeremo il viaggio... spero che si concretizzi del tutto questa possibilità il prima possibile... e le premesse sono ottime

Punto 5: Svezia... altro viaggio ma questo è più esplorativo, conoscitivo, vacanziero... credo proprio di averne bisogno per rilassarmi un attimo e ricaricare le batterie... quando vado? beh dal 20 al 28 giugno

Punto 6: Cina... ho ricevuto notizie dalla Cina e anche li mi aspettano... chissà quando riuscirò ad andarci... soprattutto perchè vorrei, magari ad inizio 2010, fare la Via de La Plata ed andare a trovare Andrea a Casa Leiras

Bene credo di aver scritto tutto... a presto per la pubblicazione delle foto e il racconto della fioritura e sugli sviluppi etiopici

Postato da: marinz a 11:46 | link | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
fiori, cina, spagna, ricordo, svezia, etiopia, santiago, cactus, echinopsis