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venerdì, 30 ottobre 2009
Samhain - Capodanno Celtico

Lo Samhain è il nome del capodanno celtico che si celebra al tramonto del 31 ottobre. Lo Samhain è anche chiamato Hallowen che è la contrazione della frase inglese "All Hallow's Eve" cioè veglia di Ognisanti.

In questa notte la tradizione druidica o celtica, i druidi infatti erano i sacerdoti dei Celti, era importante perchè iniziava un nuovo anno e in questa notte secondo la tradizione i defunti tornavano a visitare le loro antiche dimore assieme ai folletti, dato che la porta, che metteva in comunicazione il nostro mondo con quello antico delle fate, si apriva e permetteva agli abitanti dell'altrove di entrare in contatto con gli umani. 

Da allora la tradizione ha trasformato questa festività religiosa in una festa consumistica, un po' come è avvenuto per il Natale nella religione cristiana, dove il costume dell'orrore o del regno dell'oltretomba la fa da padrona.
Anche il cristianesimo a recuperato questa data "pagana" con la festa di Ogni Santi in cui si celebra una festività per ricordare la vita di persone, particolarmente devote, e che possono portare beneficio anche dopo la loro morte, compiendo miracoli, cioè "tornando" con la loro aurea e potenza per incontrare le persone che li invocano.

Per questa tradizionale festa celtica avevo scritto un racconto del mio Druido Earyn nel lontano 2005, nel mio space msn, che incollerò qui sotto dopo aver parlato del Capodanno Celtico a Milano.

Come dicevo sopra ormai tutto è commercializzato però nei tre giorni dello scorso week-end, per il decimo anno consecutivo, ha visto diversi gruppi di rievocazione storica assediare, con tende e con stand, una parte del parco sempione; oltre a questo ci sono stati diversi concerti invitando gruppi scozzesi e irlandesi. Una cosa carina da visitare se capita, cmq un'altra opportunità che da Milano con le numerose iniziative in questo periodo.

Questo invece il racconto e questo il
link diretto al mio "spaces" parallelo


Il Druido Earyn si preparava per la giornata più importante della sua vita: quella sera sarebbe diventato gran sacerdote della porta tra i regni.

Fin da piccolo Earyn, di razza elfica, si mosse verso quello che sarebbe stato il suo destino. Intraprese da subito la via della conoscenza druidica leggendo antiche pergamene che gli erano state lasciate dai suoi genitori scomparsi in una notte d’estate. Da allora la natura e le piante non avevano più avuto segreti diventando ben presto uno dei maggiori guaritori della regione. Era di bel aspetto, slanciato come gli elfi, di una pelle verde smeraldo che ai raggi solari sembrava argentarsi, aveva splendide orecchie a punta, con occhi di un verde intenso, il linguaggio era fluente e ricco di terminologie sconosciute o non più usate nel suo villaggio. I suoi abiti era una lunga tunica argentea cinta al fianco da una cintura di pregiata liana, cresciuta nel suo giardino, ornata da una leggera e bella fibia d’oro appartenuta a suo padre e al fianco l'immancabile falcetto d’oro che ogni druido porta.

Adulto aveva deciso di abbandonare il villaggio e partire per unirsi alla setta druidica della foresta Thiedel, sorta nei pressi del santuario di Stonehage. Dopo un lungo viaggio era riuscito a farsi accettare come novizio presso di loro. Le sue grandi doti impressionarono i vecchi e saggi maestri che insegnavano le tecniche e spiegavano come trasmette una cultura millenaria di generazione in generazione, di come la natura fosse l’essenzialità della vita e che una semplice foglia potesse far cambiare il corso della storia regalando vita o morte. Un saggezza che Earyn apprendeva restandone sempre più meravigliato. Saggezza che sentiva nella sua linfa fin dai tempi in cui i suoi genitori decisero, appena nato, di consacrarlo alla madre di tutte le madri. E giorno dopo giorno la crescita spirituale lo portò a diventare, in giovane età, uno dei grandi saggi e giungere, oggi, come successore del vecchio sacerdote di Stonehage che era tornato alla terra.

Il giorno di Samhain era iniziato, un pallido sole era sorto e i primi raggi passavano a fatica la nebbia che ricopriva le punte dei rami e la radura dove sorgeva il santuario. Nebbiolina che leggermente bagnava l’erba e rifletteva il raggio del sole, creando un piccolo arcobaleno sulle pietra del santuario di Stonehage, che compariva maestoso segnando lo scorrere del tempo giorno dopo giorno, ora dopo ora, secondo dopo secondo. Quella sera Earyn sarebbe diventato colui che possiede la saggezza di fermare il tempo, solo per qualche ora, per far aprire le porte del regno dell’aldiquà con il regno dei trapassati. Ma Earyn aveva un sogno segreto, il sogno che ogni figlio vorrebbe avere se avesse perso i genitori in tenera età, il sogno di riabbracciare i proprio genitori e ringraziarli per averlo messo al mondo. E questo sogno si sarebbe ripetuto anno dopo anno e secolo dopo secolo finché anche lui non li avrebbe raggiunti nell’altro regno e avrebbero vissuto felici per tutta l’eternità.

Postato da: marinz a 10:11 | link | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
racconto, druidi

venerdì, 27 marzo 2009
Un'ora al buio

Sulla Repubblica e in collaborazione con il WWF è nata un'iniziativa per scrivere un racconto, da inviargli, dal tema "un'ora al buio"... e mi è venuta l'idea del seguente racconto.

Nel 2009 ormai la società dei Druidi era data per estinta anche se qualcuno ero sopravvissuto, nei secoli, adattandosi, di epoca in epoca, alle diverse civilizzazioni. E nel quotidiano, di questa civiltà, aveva intuito che, forse per paura del buio, l'uomo non poteva fare a meno della luce. Ma un grande evento stava per compiersi perché la sera del 28 marzo, il giorno in cui si festeggia anche il nuovo anno druidico, tutta la terra sarebbe stata lasciata al buio, nell'ambito della campagna sul clima dando la possibilità a molti di scoprire l'essenzialità, ormai dispersa, dell'umanità. La questione delicata per Earyn, uno di questi antichi sacerdoti, era di capire che cosa si poteva fare in quell'ora, unica e semplice ora, che chissà quando si sarebbe ripetuta, soprattutto perché anche la Luna, nuova dal 25 del mese, sarebbe stata ancora parzialmente nascosta dai raggi solari lasciando la volta celeste completamente illuminata solo dalle stelle... e come una stella che si accende, un'idea illuminò la mente del druido: "La prima cosa che farò sarà di andare in una radura lontano dalla civiltà, dalle luci delle macchine e dalle luci artificiali che non verranno spente." In questo modo, pensò, che avrebbe potuto rivedere le stelle come le vedeva secoli prima, seguire il cammino delle costellazioni per alcuni attimi e poter, nel silenzio, rievocare quando da bambino saliva sugli alberi per guardare la volta celeste punteggiata da milioni di pallini luminosi bianchi senza sapere che cosa erano e rappresentavano, attratto forse da quello che sarebbe stata la sua vocazione nella vita: lo studio dei movimenti dei corpi celesti. Questo pensiero avrebbe voluto condividerlo con la persona che amava e con cui viveva questa “vita segreta”; inoltre, quella sera, ci sarebbero state le condizioni ideali per procreare un nuovo eletto della stirpe a cui lasciare in eredità gli antichi poteri. Questo pensiero lo lasciò viaggiare con la mente e si rese conto che un'ora era davvero poco tempo, ma gli sarebbe bastata per vivere intensamente i due desideri a cui aveva pensato: ricordare la giovinezza guardando il cielo stellato libero dal quotidiano inquinamento luminoso, magari scoprendo qualche nuova cometa portatrice di fortuna e vivere quel momento amando intensamente nel buio della notte, sotto la volta celeste, dando vita ad una nuova vita che avrebbe portato il nome e il ricordo per tutta la vita.

Postato da: marinz a 15:43 | link | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
racconto, druidi