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mercoledì, 15 aprile 2009
Caravaggio e i discepoli di Emmaus

Un mesetto fa sono andato a vedere, per il bicentenario della pinacoteca di Brera, la mostra su Caravaggio dove c'erano esposti 4 quadri:
- Concerto
- Ragazzo con canestro di frutta
- Cena in Emmaus (di Londra)
- Cena in Emmuas (della pinacoteca)

Avevo proprio voglia di vedere il confronto tra queste due opere per capire, dal vero e non da immagini, il motivo di questa doppia rappresentazione dello stesso soggetto. Oltretutto avevo visto pochi mesi prima, a Palazzo Marino, la Conversione di San Paolo che mi era davvero piaciuta per la sua bellezza dove i chiaroscuri rendevano la scena molto "attraente" nei diversi particolari. L'unica limitazione, come per la visita di Palazzo Marino, è la permanenza nella sala per poco tempo per dare modo a tutti di visionare le tele.

Ma veniamo alla impressioni.
Subito si nota la luminosità, i colori accessi, i ricchi particolari e i visi dei personaggi.
Nella prima cena, quella che normalmente è esposta a Londra, tutto risulta ben in luce, con una tavola ricca, di abbondante cibo, con una tovaglia dal pizzo ricamato, i visi illuminati e ben in salute, la profondità della sala con le ombre sul muro in secondo piano... insomma un ottimo quadro ricco di particolari, luminoso con coloro accessi e una prospettiva bene studiata.
Da notare anche la conchiglia del pellegrino sul petto del discepolo a destra che ne indica già la "missione" oppure messa si su richiesta del commissionante.


Cena di Emmaus (Londra)

Ora passiamo al secondo quadro, dipinto 4 anni più tardi, in una fase dove Caravaggio, secondo me, era stato affascinato e avevo preso coscienza con la sua spiritualità.
Sicuramente l'immagine del dipinto non rende come vederlo dal vero perché si perdono dei particolari che l'immagine, quasi "sbiadita", con i colori tenui dissolve nel contesto del dipinto. Inoltre si nota la fonte luminosa che illumina i visi, laterale e non centrale come l'altro dipinto, la tavola che riproduce fedelmente l'ultima cena, con solo pane e vino, l'espressione stupita dei discepoli nel momento che Gesù si rivela a loro nello spezzare il pane, oltre alla mancanza di prospettiva e alla figura femminile non presente precedentemente.
Devo ammettere che è molto più suggestivo perché ti lascia quasi assorto in questo crepuscolo che mette in evidenza le espressioni e non più il contorno.
Per ultimo vi indico una cosa che da immagine non si può notare: il nero dello sfondo è "brillantinoso" dato che era stato mischiato, al nero stesso, della polvere di vetro che rende, a secondo di dove si pone l'osservatore, riflette la luce rendendolo meno pesante di quello che sembra, oserei dire una trovata geniale di Caravaggio. 


Cena di Emmaus (Milano)

Postato da: marinz a 11:09 | link | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
milano, quadri, caravaggio, discepoli di emmaus

martedì, 16 dicembre 2008
Caravaggio a Milano



Ho avuto la possibilità di andare a vedere questa magnifica opera del Caravaggio, La conversione di Saulo, a Palazzo Marino dove è stata esposta dopo il restauro che l'ha riportata agli antichi splendori ridonandogli una lucentezza naturale che colpisce.
Caravaggio, in molte sue opere, utilizza la luce per far risaltare i particolare e soprattutto in questo caso, dove nel simbolismo, Saulo prima di convertirsi è stato "colpito" da una luce accecante e tramortito da un tuono, che nel quadro è simboleggiato dal soldato che si tappa le orecchie dietro la spalla del soldato in primo piano sulla sinistra del dipinto.
Peccato che la visita duri poco ma vale davvero vederlo.

Postato da: marinz a 09:25 | link | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
quadri, caravaggio