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Ieri sera, come di solito non mi capita, ero a casa e potevo riposarmi guardando la tv, cosa che faccio raramente. Oltre Annozero, Distretto di Polizia e quant'altro mi sono trovato un film in bianco e nero che mi ha ricordato momenti di spensieratezza di tanto tempo fa: Don Camillo e l'onorevole Peppone.
Partendo dalle premessa che sono cresciuto con guardando i loro film, leggendo i libri di Guareschi, vivendo nella bassa le mie estati e non essendoci niente di nuovo da guardare mi sono lasciato prendere dalla visione del film.
Quando è finito ho incominciato a riflettere sulla politica di adesso e quella del film, che anche se era messa in finzione cinematografica, rispecchiava una realtà che nella vita di paese si verificava davvero e mi piace pensare che ancora da qualche parte capiti così.
Quello che emergeva nelle battute del film e nelle scene era una sana rivalità che non prevaricava il rispetto della persona con cui ci si confrontava e che ora invece manca del tutto. Manca il dialogo, come auspicato da Napolitano, e manca il confronto, rimarcato ancora una volta dal Presidente della Repubblica. Non voglio schierarmi da nessuna parte per dar colpa alla destra o alla sinistra ma rifletto sul fatto che davvero manca qualcosa che riesca a far ragionare le persone non per schieramenti politici ma per rispetto verso se stessi, verso il "nemico" politico, verso il cittadino e verso le istituzioni e questo mi lascia perplesso quasi scoraggiato da questo mondo che dovrebbe rappresentarci ma che in fondo non lo fa, ribadisco ne a sinistra ne a destra.
Stamattina ho letto un post molto bello sul blog de LaPitta che rispecchia il pensiero di ieri sera e questo blog e che vi consiglio di leggere.
Spero davvero che presto possa tornare un clima di sereno confronto in cui anche noi cittadini possiamo sentirci rappresentati e possiamo scegliere secondo coscienza da che parte schierarci.
Ecco il link per visualizzare le foto, non ho più usato Picasa perchè per vederle bisogna aver un account. Sono solo, solo si fa per dire visto che sono 60, quelle della Spagna, mentre quelle di Roma le sto ancora sistemando.
Le trovate su flickr cliccando sulla foto qui sotto
In attesa di riuscire a trovare un momento per sistemare le foto e poi pubblicarle, posto questa curiosa notizia:
Strane cose in Cina: un pezzo della cattedrale di San Domenico a Fuzhou, nella provincia di Fujian, è stata fatta ruotare di 90° e spostata per fare posto a una nuova strada. Si tratta di una chiesa cattolica costruita nel 1864 da un prete italiano e poi modificata nel 1932: l'area dove alloggiano i preti è stata trainata con un sistema formato da 400 ruote per 75 metri e poi ruotata e sistemata in un punto che non crea problemi. (Reuters)
Nelle foto la sequenza
Eccomi tornato dopo due settimane, anzi qualcosa meno, di ferie in cui sono stato prima in Spagna, circa una settimane, e poi qualche giorno a Roma.
In Spagna ero ospite di un mio amico, Andrea, che ha comprato casa a pochi km, circa una trentina, da Santiago di Compostela, sulla Via de la Plata, quella che parte da Siviglia, ed è andato ad abitarci da aprile. Cosa ho fatto in quel luogo? Beh semplicemente sono tornato indietro nel tempo di qualche anno quando per scaldarci e per cucinare si usava la legna da mettere nella stufa, legna tagliata nelle prime tre giornate in cui ero li. Oltre questo ho dato una mano a sistemare la "sua casetta" lasciandomi alle spalle tutta la tecnologia a cui ero abituato se non le rare occasioni in cui ci si spostava in città o si ascoltava la radio o un cd.
E' stato bello riscoprire come ci si può "rilassare" facendo fatica e vivendo senza quelle comodità di cui, a volte, sembra che non ne possiamo fare a meno. Se penso poi ad Andrea che ha deciso di cambiare totalmente vita, mettendosi in gioco, cosa che aveva già fatto diverse volte ma mai in maniera definitiva, viaggiando in lungo e in largo il medio oriente o le nazioni subasiatiche, accompagnato dalla sua ragazza mi fermo a riflettere a quante volte ci perdiamo la bellezza della vita per rimanere radicati nel proprio quotidiano.
E' un pensiero ricorrente che ho quando devo partire per un viaggio e quando devo decidere su alcuni momenti della mia vita. A volte mi lascio trasportare dal pensiero se è effettivamente quello che voglio, se è stata fatta la scelta giusta, perchè è così difficile lasciare le proprie origini ma poi mi convinco e lo faccio rimanendo sempre contento della decisione presa: è successo a maggio per il campo sul Gran Sasso e ora per la Spagna dove ho vissuto due grandi esperienze per le persone incontrate. Come non potrò mai dimenticare tutti gli amici di Roseto così non potrò dimenticare Andrea e Cristina e alcuni pellegrini incontrati, in modo particolare il fiammingo che era partito da Valenzia 30 giorni prima facendo 1250 km per arrivare a Santiago, che si è fermato un'oretta a fare quattro chiacchiere con noi condividendo un bicchiere di vino, del grana e un caffè.
E così ho deciso che mi metterò in cammino anche io prima o poi!
Dopo la Spagna sono andato a trovare mio cugino e la sua famiglia a Roma: da Santiago a Roma due città piene di significato! Sono stati 4 giorni fantastici in cui ho visitato San Paolo fuori le Mura, essendo l'anno paolino, San Pietro e le tombe dei papi oltre che i Musei Vaticani che, tutte le volte che ero stato a Roma, non ero mai riuscito a visitare. Oltre questo è stato bellissimo passare tempo con la famiglia di Simone, mio cugino, e Francesca, in particolar modo con i loro tre figli, di cui uno sono padrino di battesimo, con cui ho passato diversi momenti come la mattinata a Fregene (o Freggene come dicono loro) e incontrare due amici particolari: una rosetana "gran studiosa", Carla, con cui è davvero un piacere parlare e con il suo collega che avevo conosciuto solo tramite pc (a volte la tecnologia aiuta a conoscere persone "interessanti") Raf - Madgrin di cui vi segnalo il sito
Nel contempo sono riuscito anche a iniziare e finire un libro: la solitudine dei numeri primi. Bellissimo libro scritto da un giovane scrittore laureato in fisica che trasmette questa passione in alcune descrizioni davvero azzeccate all'interno del libro. L'evolversi del libro inoltre portava ad andare avanti per capire come si sarebbero evolute le situazioni... non scrivo altro altrimenti rovinerei il libro a chi vorrà leggerlo.
Finisco con un verso di Francesco Guccini:
Oltre le mura
della città
un orizzonte insegue un orizzonte;
a un’autostrada, un’altra seguirà,
gli spazi sono fatti per andare;
la tua libertà,
se vuoi, la puoi trovare.
Quando sistemerò poi le foto pubblicherò dei post commentandole.
Un sorriso a tutti :)